ARTICOLI
Non solo atleti: costruire i leader di domani
- 13 aprile 2026
- Posted by: Marchetti Alberto
- Categoria: Articoli
Non solo atleti: costruire i leader di domani
Lo sport giovanile rappresenta uno dei più potenti laboratori sociali e formativi a nostra disposizione. Non è semplicemente un serbatoio tecnico per scovare i talenti del futuro, ma un ambiente vitale che deve agevolare attivamente lo sviluppo positivo dei giovani, noto in letteratura come Positive Youth Development (PYD). Alla base di questa concezione vi è una profonda rivoluzione culturale: il fine ultimo di un settore giovanile d’eccellenza deve essere la costruzione della leadership giovanile, seguendo il fondamentale principio per cui formare persone migliori produce, di conseguenza, atleti migliori.
Il Coach come “Costruttore di Leadership”
Per forgiare giovani leader in grado di prendere decisioni autonome, la figura del coach deve inevitabilmente evolvere, abbandonando gli approcci puramente direttivi per abbracciare la Transformational Leadership. Un allenatore trasformazionale non si limita a istruire tecnicamente la squadra, ma ispira gli atleti a raggiungere il proprio pieno potenziale e a cercare nuove sfide.
La teoria identifica quattro comportamenti chiave per questo processo (le “4 I”):
-
Influenza idealizzata: costituire un modello di ruolo positivo.
-
Motivazione ispirazionale: fornire una visione ricca di significato.
-
Stimolazione intellettuale: incoraggiare l’innovazione.
-
Considerazione individualizzata: curare i bisogni specifici di ciascun giovane.
Adottare queste strategie significa dare potere ai giovani atleti, trasferendo gradualmente loro le responsabilità, trasformandoli da semplici esecutori di tattiche a leader intraprendenti in campo e nella vita.
Allenare le Competenze di Vita e la Leadership sul Campo
Le abilità di leadership non sbocciano spontaneamente, ma vanno allenate con intenzionalità, integrando l’insegnamento delle life skills all’interno del gesto tecnico. Gli studi di Camiré dimostrano che i coach modello progettano strategie mirate per far praticare la leadership ai ragazzi, educandoli parallelamente alla trasferibilità di tali abilità in altri contesti, come la scuola o il futuro ambiente lavorativo. Avere un coach che agisce come un modello e fornisce supporto individuale si traduce in una relazione allenatore-atleta di altissima qualità, caratterizzata da vicinanza, impegno e complementarità (le “3C” di Jowett). In particolare, la complementarità si esprime attraverso comportamenti reciproci di leadership e cooperazione: in un ambiente di questo tipo, l’atleta non subisce l’autorità, ma impara a esercitarla in modo sano e consapevole.
Strumenti Pratici per Coltivare la Leadership Giovanile
Come si traduce questo modello nel lavoro quotidiano? Ecco tre interventi operativi supportati dalle evidenze empiriche:
-
La Delega Condivisa (Leadership Rotativa): Sviluppare un giovane leader richiede l’applicazione della stimolazione intellettuale. Come documentato dal Coach Leadership Assessment System, i coach più efficaci condividono attivamente le responsabilità decisionali. Ad esempio, assegnare compiti diretti a rotazione (“Oggi è il turno di Marco di guidare la fase di attivazione”) obbliga il ragazzo ad assumersi la responsabilità del gruppo, allenando l’autonomia gestionale.
-
Il Clima di Maestria (Mastery Climate): Creare leader significa formare persone fiduciose nei propri mezzi. La ricerca di Curran e colleghi sottolinea l’importanza di instaurare un clima di maestria, in cui l’enfasi è posta sull’impegno e sulla cooperazione, e in cui l’errore è visto come occasione di apprendimento. Al contrario, un performance climate improntato solo sull’esito normativo genera ansia e inibisce la proattività. Il clima di maestria, invece, predice alti livelli di engagement, caratterizzato da vigore e dedizione.
-
Il Feedback Partecipativo: Formare persone migliori significa permettere loro di sviluppare il ragionamento critico. Sostituendo la leadership transazionale (basata su premi e punizioni) con un approccio partecipativo, il coach trasforma le difficoltà in materia di studio. Utilizzare domande sfidanti (“Cosa possiamo imparare da questo schema quando le cose non funzionano?”) sprona la squadra al problem-solving cooperativo.
Conclusione
Costruire leadership all’interno dei settori giovanili significa investire sul capitale umano a lungo termine. Promuovere la crescita di giovani consapevoli, capaci di relazionarsi con empatia e forti di una dedizione forgiata da un corretto clima motivazionale, è l’eredità più grande di un coach. Il vero indicatore di successo non risiede nelle coppe in bacheca, ma in quanti atleti diventano leader pronti ad affrontare da protagonisti le sfide dello sport e della società.
A cura del Dott. Alberto Marchetti
Dott. Alessandro Bargnani | CEO Health & Human Performance Institute
Bibliografia
Camiré, M. (2014). Facilitating positive youth development through high school sport. Dissertation Abstracts International Section A: Humanities and Social Sciences, 74(9-A).
Curran, T., Hill, A. P., Hall, H. K., & Jowett, G. E. (2015). Relationships Between the Coach-Created Motivational Climate and Athlete Engagement in Youth Sport. Journal of Sport & Exercise Psychology, 37, 193-198.
Lawrason, S., Turnnidge, J., Martin, L. J., & Côté, J. (2019). A Transformational Coaching Workshop for Changing Youth Sport Coaches’ Behaviors: A Pilot Intervention Study. The Sport Psychologist, 33, 304-312.
López de Subijana, C., Martin, L. J., Ramos, J., & Côté, J. (2021). How coach leadership is related to the coach-athlete relationship in elite sport. International Journal of Sports Science & Coaching, 16(6), 1239–1246.



Informazioni Consulenza