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Pet therapy nello sport
- 2 febbraio 2026
- Posted by: federicadif46
- Categoria: Articoli
Pet therapy e sport: una nuova risorsa per il benessere dell’atleta
Nel mondo dello sport moderno, atleti e professionisti utilizzano diverse strategie per gestire stress, ansia e concentrazione. Tecniche come visualizzazione, self-talk e rilassamento mentale sono ormai diffuse. In altri ambiti, però, da tempo si utilizza un approccio che solo recentemente ha iniziato a interessare anche lo sport: l’Animal-Assisted Therapy (AAT), ovvero la pet therapy.
L’interazione con animali, in particolare con cani da terapia, ha mostrato benefici significativi in contesti clinici ed educativi. Alcuni studi suggeriscono che questi effetti positivi potrebbero essere trasferiti anche allo sport, offrendo nuove opportunità per migliorare il benessere psicologico e, indirettamente, la performance.
Riduzione dello stress e risposta fisiologica
Lo stress prolungato influisce negativamente sulla salute e sulla prestazione sportiva, aumentando cortisolo, frequenza cardiaca e pressione sanguigna. Numerose ricerche dimostrano che interagire con animali riduce questi indicatori fisiologici, favorendo uno stato di maggiore calma.
Applicato allo sport, questo effetto potrebbe aiutare gli atleti a gestire meglio la tensione prima di allenamenti e gare, evitando un’eccessiva attivazione che porta a stanchezza precoce e cali di rendimento.
Ossitocina e legami di squadra
L’interazione con gli animali stimola la produzione di ossitocina, un ormone legato al rilassamento, alla fiducia e alle emozioni positive. Studi mostrano che anche brevi momenti di contatto con un cane aumentano i livelli di ossitocina nelle persone.
Nel contesto sportivo, questo meccanismo potrebbe favorire una comunicazione più efficace, una maggiore cooperazione e un rafforzamento dei legami tra atleti, contribuendo alla coesione di squadra, elemento fondamentale per le prestazioni collettive.
Ansia da prestazione e regolazione emotiva
L’ansia da prestazione è una difficoltà comune nello sport e può interferire con concentrazione e coordinazione. In diversi contesti, la presenza di animali ha dimostrato di ridurre i livelli di ansia e migliorare il benessere emotivo.
Nel mondo sportivo, l’AAT potrebbe rappresentare una risorsa complementare alle tecniche psicologiche tradizionali, aiutando alcuni atleti a raggiungere uno stato emotivo più equilibrato prima delle competizioni, soprattutto per chi tende a vivere eccessiva tensione.
Motivazione e prevenzione del burnout
Un altro aspetto interessante riguarda la motivazione intrinseca, ovvero il piacere e l’interesse per l’attività svolta. Studi in ambito educativo e clinico mostrano che l’interazione con gli animali aumenta il coinvolgimento e l’impegno nelle attività.
Nello sport, una motivazione intrinseca elevata protegge dal burnout, una condizione caratterizzata da esaurimento emotivo e perdita di interesse. Integrare momenti di pet therapy potrebbe quindi aiutare gli atleti a mantenere un rapporto più sano e duraturo con l’attività sportiva.
Relazioni positive e sicurezza psicologica
Gli animali favoriscono anche il supporto sociale e migliorano le interazioni tra le persone. La loro presenza contribuisce a creare ambienti percepiti come più accoglienti e sicuri.
Nel contesto sportivo, questo può tradursi in una maggiore sicurezza psicologica, ovvero la possibilità per gli atleti di esprimersi senza paura di giudizio, condizione associata a migliori prestazioni e minore stress emotivo.
L’esperienza delle ginnaste USA e Simone Biles
Un esempio concreto dell’uso della pet therapy nello sport arriva dalla ginnastica artistica statunitense. La squadra femminile di USA Gymnastics ha introdotto Beacon, un cane da terapia che accompagna le atlete prima e durante le competizioni.
Anche campionesse come Simone Biles hanno raccontato quanto la presenza del cane aiuti a ridurre la tensione e creare un clima più sereno nei momenti di maggiore pressione. Beacon offre conforto emotivo e contribuisce a rendere l’ambiente competitivo più umano e supportivo.
Limiti e prospettive future
Nonostante i risultati promettenti, la ricerca sull’AAT nello sport è ancora limitata e presenta alcune criticità metodologiche. Inoltre, non tutti gli atleti si sentono a proprio agio con gli animali: per alcuni potrebbero rappresentare una distrazione o una fonte di stress.
Per questo motivo, la pet therapy non dovrebbe mai essere imposta, ma integrata in modo personalizzato all’interno di percorsi di supporto psicologico più ampi.
Conclusione
L’Animal-Assisted Therapy rappresenta un approccio innovativo e potenzialmente efficace per sostenere il benessere psicologico degli atleti. Riduzione dello stress, miglior regolazione emotiva, maggiore motivazione e relazioni più positive sono alcuni dei benefici che potrebbero riflettersi anche sulla performance sportiva.
Sebbene siano necessari ulteriori studi specifici, le prime esperienze pratiche suggeriscono che l’integrazione degli animali nei contesti sportivi potrebbe contribuire a creare ambienti più sani, equilibrati e attenti alla persona oltre che all’atleta.
A cura del dott.ssa Federica Di Francia
Dott. Alessandro Bargnani | CEO Health & Human Performance Institute
Bibliografia
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