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Il falso mito del “Mens Sana in Corpore Sano”
- 12 gennaio 2026
- Posted by: Lavinia De Marco
- Categoria: Articoli
Abbiamo imparato a ripetere “mens sana in corpore sano” come se fosse una legge naturale: corpo in forma uguale mente felice. Ma quante volte questa equazione si rivela falsa? Dietro fisici scolpiti e routine impeccabili possono nascondersi ansie, stanchezza emotiva e fragilità invisibili. Allo stesso tempo, esistono menti forti che abitano corpi imperfetti, segnati o lontani dagli ideali estetici. Tuttavia, se l’esercizio fisico favorisce il benessere del corpo, è altrettanto vero che questo ha risvolti positivi anche sul benessere mentale durante tutto l’arco di vita.
Il ruolo del movimento nello sviluppo cognitivo dei bambini
L’infanzia è una fase critica e altamente sensibile per lo sviluppo del cervello. In particolare, tra i 7 e i 12 anni, l’impegno regolare in attività sportive esercita un’influenza positiva sulle funzioni cognitive ed emotive. I bambini fisicamente attivi mostrano una maggiore capacità di attenzione, una memoria di lavoro più efficiente e un miglior controllo delle emozioni.
Questi benefici si riflettono anche nel rendimento scolastico: numerosi studi evidenziano una correlazione positiva tra le ore dedicate allo sport e i voti, soprattutto nelle abilità di lettura e matematica. Attività che richiedono coordinazione, strategia e rapidità decisionale, come il calcio o il tennis, favoriscono lo sviluppo delle funzioni esecutive, tra cui la pianificazione e il controllo inibitorio. Per questo motivo, le linee guida raccomandano almeno 60 minuti al giorno di attività motoria per consentire ai bambini di esprimere appieno il proprio potenziale.
Non solo muscoli: la chimica del benessere
I benefici dell’attività fisica non si limitano al comportamento o alle prestazioni cognitive, ma hanno solide basi biologiche. Durante l’esercizio, i muscoli rilasciano nel sangue sostanze chiamate miochine, tra cui il BDNF (fattore neurotrofico derivato dal cervello), fondamentale per la sopravvivenza dei neuroni e per la plasticità sinaptica.
Parallelamente, l’attività fisica stimola il rilascio di dopamina, oppioidi endogeni ed endocannabinoidi, creando un vero e proprio “cocktail” biochimico responsabile della sensazione di benessere ed euforia nota come runner’s high. Questo spiega perché muoversi regolarmente aiuti a ridurre stress e ansia, migliorando l’umore e le capacità cognitive a ogni età.
L’esercizio come scudo contro l’invecchiamento cerebrale
Con l’avanzare dell’età, il cervello va incontro a un naturale processo di atrofia. Tuttavia, l’attività fisica rappresenta una delle strategie non farmacologiche più efficaci per contrastare questo declino. Studi di neuroimmagine mostrano che gli anziani fisicamente attivi possiedono volumi cerebrali maggiori in aree particolarmente vulnerabili alla demenza, come l’ippocampo, fondamentale per la memoria, e le regioni frontali e temporali.
L’esercizio fisico sembra offrire una protezione ancora più marcata negli individui con una predisposizione genetica all’Alzheimer, contribuendo a preservare l’integrità della materia bianca e la connettività delle reti neurali. Inoltre, muoversi regolarmente aiuta a rallentare la progressione e a gestire i sintomi di diverse patologie neurodegenerative, come Parkinson, sclerosi multipla e Corea di Huntington, migliorando la qualità della vita anche in presenza di malattie croniche.
Quanto bisogna muoversi per proteggere il cervello?
Sebbene ogni forma di movimento sia benefica, le raccomandazioni variano in base all’età:
- Bambini e adolescenti: almeno 60 minuti al giorno di attività da moderata a vigorosa;
- Adulti: tra i 150 e i 300 minuti a settimana di attività aerobica moderata;
- Anziani: almeno 30 minuti di attività quotidiana, anche a bassa intensità, come una camminata regolare.
In conclusione
L’attività fisica è una risorsa semplice, accessibile e potente per mantenere il cervello giovane, elastico e performante lungo tutto l’arco della vita. Dall’infanzia alla terza età, muoversi significa investire non solo nella salute del corpo, ma anche in quella della mente. E la buona notizia è che non è mai troppo presto né troppo tardi per iniziare.
A cura della dott.ssa Lavinia De Marco
Dott. Alessandro Bargnani | CEO Health & Human Performance Institute
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