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Il Training Autogeno: l’allenamento mentale che parte dal corpo
- 15 giugno 2026
- Posted by: Alessandro Dando
- Categoria: Articoli
Il Training Autogeno: l’allenamento mentale che parte dal corpo
Definizione
“Training” significa allenamento: una preparazione metodica e progressiva. “Autogeno” indica che il processo si genera dall’interno, attraverso la pratica intenzionale e la concentrazione attiva sulle sensazioni corporee. Non si tratta di un intervento passivo, ma di una competenza che si acquisisce, esattamente come una tecnica sportiva.
Il Training Autogeno è una tecnica psicocorporea di autoregolazione sviluppata dal medico e psichiatra Johannes Heinrich Schultz negli anni Venti del Novecento. Schultz osservò che alcuni soggetti erano in grado di indurre autonomamente uno stato di calma e rilassamento profondo, simile a quello ottenibile tramite ipnosi. Da questa osservazione nacque un metodo strutturato, basato sulla ripetizione di formule mentali e sulla concentrazione passiva sulle sensazioni corporee.
Dall’ipnosi all’autoipnosi
L’ipnosi tradizionale richiede la presenza di un operatore esterno che guida il soggetto verso uno stato modificato di coscienza. Schultz, allievo dell’ipnotista Oskar Vogt, compì un passo decisivo: trasformò questo processo in una tecnica autonoma, apprendibile e riproducibile in modo indipendente.
Il risultato è un metodo in cui l’atleta, una volta acquisita la tecnica, non dipende da nessuno per accedere a uno stato di rilassamento profondo. Questa autonomia è un vantaggio concreto nel contesto sportivo: l’atleta può applicare il TA nello spogliatoio prima della gara, durante la notte precedente una competizione, o nei momenti di tensione in allenamento.
Il Training Autogeno e la prestazione
Uno dei contributi più rilevanti del TA in ambito sportivo riguarda la gestione dell’attivazione pre-competitiva. Quando i livelli di arousal superano la soglia ottimale, la concentrazione si restringe, il controllo motorio si deteriora e la capacità decisionale si riduce. Il TA agisce su questo meccanismo, aiutando l’atleta a modulare la risposta fisiologica allo stress prima che diventi disfunzionale.
Nella pratica applicata, il TA viene utilizzato per ridurre l’ansia da prestazione nelle fasi pre-gara, migliorare la concentrazione e la focalizzazione sull’obiettivo, aumentare la consapevolezza corporea utile per il controllo tecnico e la percezione del movimento, e stabilizzare il dialogo interno riducendo pensieri intrusivi e rimuginio.
Il Training Autogeno e il recupero
Il recupero psicofisico è una delle aree in cui il TA esprime il suo potenziale più concreto. Gli esercizi producono una progressiva riduzione della tensione muscolare, un rallentamento del ritmo respiratorio e una regolazione delle funzioni fisiologiche associate all’attivazione da stress.
Per gli atleti, questo si traduce in vantaggi pratici: accelerazione del recupero dopo allenamenti intensi, miglioramento della qualità del sonno nei periodi di carico elevato, e riduzione degli effetti cumulativi dello stress agonistico sulla salute psicologica. Non si tratta di un semplice riposo attivo, ma di un intervento strutturato sulla regolazione del sistema nervoso autonomo.
Quando e come praticarlo
Il TA può essere praticato in diversi momenti: al mattino per iniziare la giornata con maggiore lucidità, alla sera per facilitare il recupero e il sonno, oppure nelle fasi di avvicinamento alla competizione. La pratica richiede un ambiente tranquillo, una posizione comoda e una progressione guidata attraverso le formule del metodo.
Gli esercizi fondamentali si concentrano su: percezione della pesantezza e del calore degli arti, regolazione del respiro, percezione del battito cardiaco, rilassamento della regione addominale e della fronte.
Come ogni tecnica psicologica applicata allo sport, i risultati non dipendono da una singola sessione. Il termine “training” non è casuale: la competenza si costruisce con la ripetizione sistematica, e il trasferimento alla performance avviene solo quando la tecnica è consolidata.
Conclusione
Il Training Autogeno è uno strumento che il professionista della psicologia dello sport può integrare in modo flessibile nel proprio lavoro: nella preparazione mentale pre-gara, nei programmi di recupero, o nei percorsi di sviluppo della consapevolezza corporea dell’atleta. La sua efficacia non risiede nella singola applicazione, ma nella capacità dell’atleta di renderlo una risorsa autonoma e stabile nel proprio repertorio psicologico.
A cura del dott. Alessandro Dando
Dott. Alessandro Bargnani | CEO Health & Human Performance Institute
Bibliografia
Di Donato, F., Ciompi, E., Fioravanti, F., et al. (2023). Training autogeno: Il quaderno teorico-operativo per psicologi e dottori in tecniche psicologiche. Amazon Italia Logistica S.r.l.
Lindemann, H. (2003). Training autogeno. Il più diffuso metodo di rilassamento. Tecniche Nuove.
Peirone, L., & Gerardi, E. (2016). Il Training Autogeno: tecnica e metodo fra psicoterapia e psicologia della salute. Edizioni FerrariSinibaldi.


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