ARTICOLI
Il ruolo degli errori negli sport individuali
- 30 marzo 2026
- Posted by: Lavinia Gentile
- Categoria: Articoli
Nessuno dubita che i vincitori facciano meno errori rispetto a coloro che perdono. Nonostante questo, la gestione dell’errore non è generalmente un aspetto costituente dell’allenamento di un atleta.
Gli errori, in atleti che praticano sport individuali, possono avere un impatto significativo sulla prestazione e sui processi cognitivi di apprendimento, modificando l’acquisizione delle capacità; rappresentano quindi un’opportunità per gli sportivi. Inoltre, nei “solo sport” l’errore insegna il rigore, poiché in assenza di un compagno o di una squadra, è l’atleta ad essere responsabile ed impara a farsi carico della propria prestazione, facendo leva preventivamente sull’auto-efficacia. Nei contesti sportivi molto selettivi e di alto livello, gli errori che un atleta compie possono comportare delle importanti conseguenze che a loro volta influenzano lo stato mentale di quest’ultimo, come la sua percezione di sicurezza.
Il contrasto che si crea tra la rilevanza e la necessità dell’errore a livello dell’apprendimento, e la pressione imposta dalle sue conseguenze, è denominato “Performance Safety” (PF). Si tratta di una percezione dinamica riguardante le ripercussioni dell’errore che influenzano la volontà dell’atleta nel prendere rischi e di esprimersi durante un allenamento o una gara. Quando la PF è alta, l’atleta ha la consapevolezza che l’errore comporterà delle ripercussioni minime o gestibili; durante l’allenamento invece, potrà mettere in atto varie tecniche spericolate, in quanto legge l’errore come un feedback informativo.
Le imprecisioni nello sport possono avere effetti anche sul processo di presa di decisioni, o “decision making”; questo è mediato soprattutto dalla pressione mentale percepita. Ad esempio: giovani atleti di élite che hanno sperimentato un incremento del carico cognitivo e ruminazione ansiogena quando si trovavano sotto pressione, mostravano un rallentamento nelle reazioni e un’alterazione del comportamento orientato al rischio durante la presa di decisioni. L’impatto che l’errore può avere a livello psicologico, come il feedback negativo e la richiesta di attenzione sostenuta, contribuisce al vissuto di sentirsi sotto pressione influenzando i risultati durante la prestazione.
Oltre agli effetti che si verificano sulla psiche, gli errori o comportamenti non sicuri, sono considerati come forti contributori degli infortuni nello sport. Le cause di questo genere di errori sono multifattoriali e comprendono fattori individuali, livello di conoscenza del lavoro, struttura organizzativa e il rapporto tra i fattori individuali e l’organizzazione.
Tra gli aspetti individuali rientrano principalmente il perfezionismo e lo stress. Atleti caratterizzati da tratti perfezionistici, tendono a percepire maggiore stress, il che media la relazione tra perfezionismo e burnout. Questo dato suggerisce che gli errori possano aumentare i livelli di stress, incrementando il rischio di burnout se non gestito in modo appropriato. Inoltre, la percezione di un alto rischio da parte dell’atleta, lo porta ad interpretare lo sbaglio come una minaccia, innescando risposte di stress che compromettono la performance.
Al contrario le aspirazioni perfezionistiche (considerate più adattive), sono associate a un minore burnout, soprattutto negli atleti specializzati, indicando che l’interpretazione e la risposta agli errori sono influenzate dai tratti di personalità sottostanti e dalla percezione allo stress.
L’impatto che gli errori hanno sulla psicologia dell’atleta coinvolge reazioni emotive, stili attributivi e la sicurezza psicologica. Uno studio evidenzia che le risposte emotive al fallimento degli atleti sono influenzate dalla paura di vivere sensazioni di vergogna ed imbarazzo. Questi due vissuti mediano la relazione tra perfezionismo e l’esperienza di emozioni spiacevoli dopo un fallimento. Nello specifico, preoccupazioni perfezionistiche inerenti agli errori e la potenziale pressione indotta dal coach correlano con un aumento della paura di provare vergogna e negatività in risposta agli errori durante le competizioni.
Le preoccupazioni perfezionistiche riguardo i potenziali sbagli risultano fortemente correlate inoltre con altre paure, come ad esempio l’angoscia rispetto a quello che gli altri potrebbero pensare in caso di errore durante una gara o competizione. Questo dimostra che nel contesto sportivo, l’eccessiva apprensione per lo sbaglio rappresenta il dato disfunzionale del perfezionismo poiché alimenta una mentalità focalizzata sulle proprie mancanze e sul timore di fallire.
I Mental Skill Trainings (MST) enfatizzano tecniche come la mindfulness per ridurre l’ansia e migliorare l’attenzione. Questo potrebbe aiutare gli atleti a gestire gli errori durante la competizione mantenendo la fermezza e raffinando il decision-making, portando di conseguenza ad una riduzione degli errori nella performance.
Fare errori rientra all’interno del naturale processo del miglioramento delle proprie abilità. Vederli come parte di un’evoluzione e di una sfida aiuta gli atleti a mantenere alta la motivazione ed a supportare la resilienza. Lo sbaglio funge quindi da catalizzatore della resilienza psicologica in quanto costringe l’atleta a sviluppare e mantenere una certa compostezza e fiducia sotto pressione.
In conclusione, commettere errori negli sport individuali può aumentare l’ansia e lo stress ma ciò può essere altrettanto mitigato attraverso i MST e il perfezionismo adattivo.
A cura della Dott.ssa Lavinia Gentile
Dott. Alessandro Bargnani | CEO Health & Human Performance Institute
Bibliografia:
Taylor, J., Gretton, T. W., & Sweeney, L. (2026). [Rev. of Performance safety: conceptualising psychological safety when errors have consequences]. Journal of Applied Sport Psychology, 38(1), 1–15. https://doi.org/10.1080/10413200.2025.2521261
Parkin, B. L., & Walsh, V. (2017). Gunslingers, poker players, and chickens 3: Decision making under mental performance pressure in junior elite athletes. In M. Wilson, B. Parkin, & Walsh (Eds.), Progress in Brain Research (Vol. 234, pp. 339–359). Elsevier. https://doi.org/10.1016/bs.pbr.2017.08.011
Sagar, S. S., & Stoeber, J. (2009). Perfectionism, Fear of Failure, and Affective Responses to Success and Failure: The Central Role of Fear of Experiencing Shame and Embarrassment. Journal of Sport & Exercise Psychology, 31(5), 602–627. https://doi.org/10.1123/jsep.31.5.602
Garinger, L. M., Chow, G. M., & Luzzeri, M. (2018). The effect of perceived stress and specialization on the relationship between perfectionism and burnout in collegiate athletes. Anxiety, Stress, & Coping, 31(6), 714–727. https://doi.org/10.1080/10615806.2018.1521514
HOSSEINPOUR, E., VAHDANI, M., GODARZI, S., & JAVADI-NEJAD, A. (2021). Developing a Strategy to Prevent the Effect of Unsafe Acts (Human Errors) on the Incidence of Sports Injuries. Bihdāsht-i Kār va Irtiqā-Yi Salāmat, 5(1), 33–49. https://doi.org/10.18502/ohhp.v5i1.6210
Correia, M. C., Rosado, A. F., & Serpa, S. (2018). Fear of failure and perfectionism in sport. Cuadernos de Psicología del Deporte, 18(1), 161-172.



Informazioni Consulenza