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Monocular training nel tennis: a cosa serve?
- 3 agosto 2026
- Posted by: Elisabetta Demurtas
- Categoria: Articoli
Il monocular training, o allenamento monoculare, è una tecnica in cui l’atleta esercita il sistema visivo stimolando un occhio alla volta, tipicamente coprendo l’occhio dominante o “migliore” con un patch. Il principio di base è che concentrare gli stimoli visivi su un singolo occhio possa forzare il cervello a sviluppare una maggiore complessità elaborativa e compensare la mancanza di informazioni binoculari. L’allenamento visivo sportivo si basa su componenti di apprendimento percettivo che richiedono ripetizione di un compito per migliorare una specifica abilità, e questi esercizi possono riguardare sia compiti binoculari che monoculari.
Il monocular training viene prescritto principalmente nei casi in cui un occhio è così gravemente compromesso che l’allenamento binoculare non è possibile, con la previsione di essere promossi al training binoculare non appena il miglioramento è significativo. Attualmente, l’applicazione principale del monocular training si trova in ambito clinico per il trattamento dell’ambliopia (occhio pigro) e di altre condizioni visive compromesse, piuttosto che come tecnica di potenziamento negli sport per atleti normovedenti. A livello neuroscientifico, esiste una base teorica interessante per il monocular training. Nella ricerca di Lunghi et al. (2019) si è rilevato che brevi periodi di deprivazione monoculare possono innescare una plasticità omeostatica nel sistema visivo adulto, e questa strategia è stata usata con successo per migliorare la visione percettiva in pazienti adulti con ambliopia, con miglioramenti che durano fino a un anno.
Cruciale è il ruolo dell’azione motoria coordinata. La plasticità della dominanza oculare non è solo legata al bilancio delle rappresentazioni monoculari, ma è regolata anche da informazioni motorie e cognitive interne, il che suggerisce che l’azione non solo modella l’elaborazione visiva ma potrebbe essere essenziale per la plasticità negli adulti. La plasticità oculare è selettivamente indotta quando la stimolazione monoculare è combinata con azioni dirette verso uno scopo, e non con l’osservazione passiva.
Perché la tecnica è considerata superata
Nonostante la base neuroplastica, le evidenze di efficacia pratica nel potenziamento sportivo sono scarse. La ricerca recente mostra che la performance sportiva è relativamente robusta sotto elevati livelli di sfocatura binoculare; tuttavia, i limitati studi che investigano i deficit monoculari mostrano un impatto più significativo sulla performance. In altri termini, la visione monoculare è un handicap, non un vantaggio. Ricerche significative dimostrano che una visione binoculare altamente sviluppata migliora la performance motoria. Ad esempio, i lanciatori di baseball con stereoacuità superiore (percezione binoculare della profondità) hanno avuto successo significativamente maggiore nel catturare palloni rispetto a quelli con visione binoculare scarsa (Zwierko et al., 2015).
Inoltre, il visual training è spesso proposto attraverso l’assunzione non verificata che l’allenamento delle abilità visive sia cruciale per migliorare la performance competitiva, ma una crescente letteratura neuroscientifica dimostra che la maggior parte dei processi visivi avviene attraverso percorsi neurali “inside-out” piuttosto che “outside-in“, e spesso mancano evidenze statistiche scientifiche che gli miglioramenti di training si trasferiscano alla performance competitiva.
Il caso specifico del Tennis
Nel tennis, l’assenza di evidenze è particolarmente notevole. Non esiste letteratura scientifica che documenti specificamente l’uso o l’efficacia del monocular training nel tennis come tecnica di potenziamento delle prestazioni. Quello che la ricerca mostra per il tennis è un approccio diverso: nello studio di Die Die et al. (2024), dopo 8 settimane di allenamento visivo dinamico nel tennis, i miglioramenti significativi si osservano nella coordinazione occhio-mano, nel tempo di reazione e nella visione dinamica, non nella visione statica, e questo training funziona attraverso esercizi che richiedono la sincronizzazione coordinata di entrambi gli occhi.
Nel tennis, gli occhi devono essere sincronizzati nel movimento, nel focus, nel tracking e nella convergenza a tutte le distanze, direzioni e velocità, dato che la palla viaggia a 120-150 mph, concedendo al giocatore circa mezzo secondo per prepararsi e reagire.
Per concludere
Un elemento critico spesso trascurato riguarda il trasferimento degli effetti di training. I programmi di allenamento percettivo-cognitivo altamente specifici, che si concentrano su processi isolati come la percezione visiva separatamente dai comportamenti di performance, possono fornire un certo “transfer generale” dei processi sottostanti agli ambienti sportivi specifici, ma mancano della “specificità di transfer” per contestualizzare gli effetti nei comportamenti di performance reali.
Le evidenze scientifiche suggeriscono che il monocular training rappresenta una tecnica neuroplastica legittima quando abbinata ad azioni coordinate, ma non deve essere considerato intrinsecamente superiore all’allenamento binoculare negli sport normovedenti. Nel contesto dello sport, la visione binoculare rimane fondamentale per percezione della profondità e coordinazione visuo-motoria. Piuttosto che considerare il monocular training una tecnica “superata” o come soluzione ottimale, è più accurato descriverlo come uno strumento specializzato con applicazioni cliniche specifiche. Nel tennis e negli sport dinamici, le evidenze supportano l’uso di allenamento visivo integrato che sfrutta a pieno le capacità binoculari dell’atleta. La ricerca futura dovrebbe chiarire quando e se il monocular training, se combinato con compiti sport-specifici, possa offrire benefici supplementari nel contesto dell’allenamento atletico mainstream.
A cura della dott. Elisabetta Demurtas
Dott. Alessandro Bargnani | CEO Health & Human Performance Institute
Bibliografia:
Die Die, Z., & Sukumaran, S. (2024). Enhancing tennis performance through visual training: The efficacy of dynamic vision exercises. Annals of Applied Sport Science, 12, 0-0.
Lunghi, A., et al. (2019). “Neuroplasticity in adult human visual cortex.” ScienceDirect.
Baldwin, A. S., et al. (2023). “Short-term ocular dominance plasticity.” Scientific Reports.
Erickson, G., & Appelbaum, L. G. (2024). “Training vision in athletes to improve sports performance.” International Review of Sport and Exercise Psychology.
Bonato, M., et al. (2020). “Effects of visual training in tennis performance.” Journal of Sports Medicine and Physical Fitness, 60(3).
Leivers, S., et al. (2024). “The effects of simulated monocular and binocular vision impairment on football penalty kick performance.” European Journal of Sport Science.
Zwierko, T., Puchalska-Niedbał, L., Krzepota, J., Markiewicz, M., Woźniak, J., & Lubiński, W. (2015). The effects of sports vision training on binocular vision function in female university athletes. Journal of human kinetics, 49, 287.


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