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Ribaltare lo svantaggio: i meccanismi psicologici che trasformano la crisi in opportunità
- 7 luglio 2025
- Posted by: Irene Piva
- Categoria: Articoli

Il processo mentale che permette di ribaltare una situazione inizialmente sfavorevole è un fenomeno complesso che coinvolge aspetti motivazionali, cognitivi ed emotivi. Studi scientifici recenti hanno indagato come le emozioni positive, la regolazione emotiva e la resilienza contribuiscano a questo processo, offrendo una prospettiva più approfondita e basata su evidenze empiriche.
Motivazione e flessibilità cognitiva nella rimonta
Quando una persona o una squadra si trova in svantaggio, la capacità di modificare la propria percezione della situazione è fondamentale.
La rimonta implica un cambiamento cognitivo che trasforma la percezione dello svantaggio da ostacolo insormontabile a sfida stimolante. Questa flessibilità cognitiva permette di adattare strategie e piani d’azione, favorendo un approccio più efficace e creativo al problema.
Un aspetto importante è il mantenimento di una motivazione elevata nonostante le difficoltà. La convinzione che il risultato possa essere ribaltato stimola l’impegno e la concentrazione, elementi fondamentali per riuscire nella rimonta.
Il ruolo delle emozioni positive e della regolazione emotiva
La letteratura scientifica evidenzia come le emozioni positive svolgano un ruolo chiave nel facilitare la rimonta. Secondo la teoria “Broaden-and-build” di Fredrickson (1998, 2001), le emozioni positive ampliano la capacità di pensiero e azione, costruendo risorse personali che aiutano a fronteggiare lo stress e a recuperare da stati emotivi negativi. Studi empirici hanno dimostrato che individui resilienti utilizzano le proprie emozioni positive per contrastare rapidamente esperienze stressanti, accelerando così il recupero fisiologico e migliorando la regolazione emotiva (Fredrickson et al., 2003).
In particolare, l’“undoing hypothesis” suggerisce che le emozioni positive, come la soddisfazione e il piacere, facilitano il recupero fisiologico da stati di alta attivazione emotiva, aiutando a ridurre un’eccessiva attivazione fisiologica, come tachicardia o tensione muscolare, e a ristabilire l’equilibrio (Holden et al., 2015). Questo è particolarmente rilevante nelle situazioni di rimonta, dove la gestione dello stress e dell’ansia è fondamentale per mantenere la lucidità e l’efficacia e, ribaltare il risultato.
Un elemento cruciale per questo processo è la resilienza psicologica. Ossia la capacità di adattarsi positivamente alle avversità, riuscendo a gestire le esperienze negative. Ad esempio, un tennista che perde il primo set ma riesce a mantenere la concentrazione e a ristrutturare mentalmente il proprio gioco rappresenta un esempio concreto di resilienza psicologica in azione.
Studi multidisciplinari hanno confermato che le persone resilienti non solo regolano efficacemente le emozioni negative, ma trovano anche un significato positivo nelle difficoltà affrontate, utilizzando l’esperienza come fonte di crescita personale (Fredrickson et al., 2003).
Questa capacità di attribuire un senso positivo agli eventi negativi è fondamentale nella rimonta, poiché permette di trasformare una situazione di crisi in un’opportunità di sviluppo e miglioramento.
La percezione del momentum e le ricerche sul campo sportivo
Un aspetto spesso discusso in questo contesto è il cosiddetto “momentum”, ovvero la percezione che una squadra o un individuo che sta recuperando terreno durante un match abbia maggiori probabilità di successo. Tuttavia, studi quantitativi su eventi sportivi come le partite NBA hanno mostrato che, contrariamente alla percezione comune, le squadre che riescono a pareggiare una partita non hanno maggiori probabilità di vincere nei tempi supplementari (Gyarmati et al., 2018). Questo suggerisce che la sensazione di “momentum” è in parte un bias cognitivo, ma non necessariamente un indicatore reale di successo futuro.
Implicazioni pratiche
Le evidenze scientifiche suggeriscono che per favorire la rimonta è importante:
- Promuovere una mentalità di crescita che veda le difficoltà come opportunità di apprendimento e sviluppo (Dweck, 2006).
- Allenare la regolazione emotiva, in particolare attraverso l’uso consapevole delle emozioni positive per ridurre lo stress e mantenere la concentrazione.
- Sviluppare la resilienza psicologica, coltivando la capacità di trovare significato positivo nelle avversità e di recuperare rapidamente da stati emotivi negativi.
Quindi, la flessibilità cognitiva, la regolazione delle emozioni positive e la resilienza psicologica emergono come pilastri fondamentali che permettono di trasformare l’avversità in opportunità di crescita e di miglioramento. Applicare queste conoscenze nella pratica, promuovendo una mentalità di crescita e sviluppando competenze emotive, può significativamente potenziare la capacità di affrontare le sfide, sia nello sport che nella vita quotidiana, aprendo la strada a risultati che vanno oltre le aspettative iniziali.
A cura del Dott. Giovanni Pauletta
Dott. Alessandro Bargnani | CEO Psicologi Dello Sport Italia
Bibliografia
Fredrickson, B. L., Tugade, M. M., Waugh, C. E., & Larkin, G. R. (2003). Resilient individuals use positive emotions to bounce back from negative emotional experiences. Journal of Personality and Social Psychology, 84(2), 320–333. https://doi.org/10.1037/0022-3514.84.2.320
Holden, R. R., et al. (2015). I Don’t Want to Come Back Down: Undoing versus Maintaining of Reward Recovery in Older Adolescents. Frontiers in Psychology, 6, 1776. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2015.01776
Gyarmati, L., et al. (2018). Does a “comeback” create momentum in overtime? Analysis of NBA games. International Journal of Human-Computer Studies, 116, 1-9. https://doi.org/10.1016/j.ijhcs.2017.11.004